Josaya: La Tecnologia della Preghiera

Le parole hanno il potere di distruggere e di creare;
Quando le parole sono sincere e gentili possono cambiare il mondo.” Buddha

Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.Luca 11:7-8

Niente è impossibile a chi pratica la contemplazione.
Con la contemplazione si diventa padroni dell’universo.Lao Tzu

La tecnologia della preghiera è una saggezza antica, patrimonio dell’umanità dai tempi dei tempi. È lo strumento che ci è stato messo a disposizione per connetterci consapevolmente con la ‘nostra parte divina’ e per poter utilizzare il potere che è nostro.

Tutte le antiche tradizioni la conoscevano e tutti gli Illuminati e Saggi che hanno calcato il suolo terrestre nel corso dei millenni ce ne hanno parlato. Purtroppo molti di questi insegnamenti sono andati perduti o sono, nel corso della storia, stati travisati e mal interpretati, tanto da renderci inconsapevoli dell’esistenza di determinati strumenti, nonché spesso completamente ignoranti del funzionamento dell’Universo (dalle cui leggi evidentemente deriva anche lo strumento della preghiera). Accade così che molti di noi si trovano oggi a dover reimparare a pregare efficacemente. Dobbiamo imparare da zero a ‘chiedere’ all’Universo ciò di cui abbiamo diritto e a farlo in maniera corretta e costruttiva.

Il potere che vive dentro noi

Tutte le antiche saggezze ci dicono, in un modo o in un altro – alcune più chiaramente; altre servendosi di simboli e parabole – che dentro di noi è presente (spesso sopito) un potere incommensurabile. Attingendo a questo potere attraverso l’utilizzo consapevole degli strumenti corretti possiamo dare il via a stupendi cambiamenti in noi e di conseguenza fuori di noi, dove fosse necessario o utile o preferibile.

La questione è che è doveroso farlo nella maniera corretta. L’alternativa è farlo scorrettamente sprecando tempo ed energia accumulando inoltre sentimenti alquanto dannosi, quali la frustrazione, la delusione, la demoralizzazione e soprattutto la sfiducia. Emozioni che se proprio abbiamo la capacità di non permettere a esse di danneggiarci, quanto meno ci terranno immobilizzati dove siamo, bloccando il nostro processo di crescita e di evoluzione.

Questo strumento ‘miracoloso’ di cui stiamo parlando si basa sull’ormai acquisita (ci sta arrivando anche la scienza ufficiale) concezione olistica dell’Universo in cui Tutto è Uno e la separazione è solo la manifestazione funzionale dello stesso Uno. Quindi essendo Tutto Uno, ogni cosa è collegata indissolubilmente all’altra e ogni cambiamento su un singolo elemento influisce modificando tutti gli altri.

Qualunque cosa possieda un’essenza (e cosa non ce l’ha?) è parte del Tutto e sua manifestazione nella sfera della molteplicità, tramite un’equilibrata rivelazione delle leggi universali. Tutto molto semplice!

Pertanto il concetto di percezione illusoria della realtà manifesta significa semplicemente che la nostra percezione della realtà, che è il riflesso dell’Uno, è una percezione limitata e da questo nascono tutti i ‘problemi’. Possiamo infatti definire il termine ‘problema’ con “percezione limitata della realtà”. Noi viviamo determinati eventi come problematici, perché nella nostra limitatezza non ne percepiamo la perfezione della loro totalità. Tutto è già perfetto così com’è, se noi fossimo in grado di percepirlo come tale, la parola ‘problema’ e i suoi sinonimi, svanirebbero dai vocabolari di tutte le lingue del mondo.

A cosa ci serve la preghiera?

A superare i ‘problemi’ (che sempre problemi restano anche quando sono disgrazie, tragedie, dolori eccetera). Utilizzando lo strumento della preghiera sia quando lo adoperiamo in maniera efficace, sia quando preghiamo come ci hanno sempre insegnato a fare lo facciamo con l’intento di raggiungere un obiettivo particolare. Noi sappiamo bene cosa stiamo chiedendo e come vorremmo che andassero le cose! E questo vale non solo quando lo scopo che perseguiamo riguarda noi stessi e il miglioramento della nostra situazione, ma anche quando perseguiamo l’obiettivo di migliorare la vita degli altri o del pianeta.

Una semplice legge di causa ed effetto

La preghiera efficace in sostanza non è altro che un processo energetico che “sfrutta” la legge universale di Causa/Effetto. La tecnica della preghiera efficace perciò si compone esclusivamente nell’uso intenzionale e corretto dell’energia. Il meccanismo che si mette in moto utilizzando questa tecnica in modo corretto è una procedura completamente neutrale e “automatica” regolata da leggi universali le quali, a una determinata causa, reagiscono con il corrispondente effetto – a prescindere da qualsiasi influenza personale o di parte, e quindi tanto meno può dipendere da qualsiasi valutazione qualitativa.

Non esistono preghiere non meritevoli di essere esaudite, esistono preghiere formulate in maniera corretta che determineranno determinati effetti, e preghiere formulate scorrettamente che lasciano il tempo che trovano. Questo vale indipendentemente dal chiedere correttamente un gelato o chiedere scorrettamente la guarigione di un figlio. Non esistono cose più importanti e cose meno importanti per le leggi universali. Esistono solo meccanismi che funzionano in un determinato modo.

Se la preghiera è formulata in maniera corretta funziona… sempre!
Se la preghiera è formulata in maniera scorretta non funziona… mai!

Perciò per quanto riguarda l’esaudimento delle preghiere nella fattispecie, non ha nessuna influenza il fatto di essere peccatori o santi. L’essere benvoluti da Dio (nel senso di venire esauditi), in questo caso non dipende dal nostro comportamento etico o morale. Con questo non intendiamo dire che essere perfidi e cattivi sia un comportamento produttivo; tutt’altro, ma questo è un altro discorso.

Per quanto riguarda la possibilità che le nostre preghiere vengano esaudite o meno conta solo se stiamo praticando la tecnica in modo giusto o sbagliato.
Quando ricorriamo alla nostra guida interiore, al Divino in noi, con fiducia e gratitudine, non c’è mai niente che sia troppo difficile o poco importante.

L’intero Universo è a nostra disposizione

Abbiamo in noi la potenzialità di ottenere tutta la Luce, tutto l’Amore sotto forma di Pace, di guarigione, di Gioia, di abbondanza e di benessere di cui abbiamo bisogno, e anche di cui non abbiamo alcun bisogno, a patto però di non viverlo, appunto, come un bisogno. Formuliamo le nostre ‘richieste’, senza ‘chiedere’; con tranquillità, con serenità, consapevoli che tutto quanto è il meglio per noi è già pronto qui e ora, solo a saperlo vedere. Non chiediamoci mai come o da dove o perché giungerà la soluzione, come o da dove o perché arriverà il meglio, restiamo solo consapevoli che è già lì per noi.

Se ci fidiamo ci posizioniamo sul livello vibrazionale corrispondente a tutte le migliori benedizioni che possiamo desiderare di ricevere. Niente è mai troppo poco o poco importante. Se è importante per noi lo è anche per l’Universo. Siamo o non siamo l’uno parte dell’altro?

Soltanto fidandoci che giungerà tutto il meglio a noi e a tutti coloro che sono coinvolti nella nostra realtà (semplicemente perché consapevoli che è così che funzionano le cose), e provando quella inevitabile gratitudine che da questa consapevolezza deriva, attireremo una serenità duratura, da cui scaturiranno tutte le conseguenti virtù che ci condurranno per mano verso la “Pace dell’Io”.

Da tutto questo allora appare evidente che la preghiera efficace non è una richiesta. Non ha nessun senso chiedere a chicchessia per ottenere qualcosa che sappiamo essere già nostro. Se riusciamo a vivere un sentimento di fiducia con la consapevolezza che tutto è perfetto e quindi tutto il meglio è a disposizione – ed è esattamente ciò che stiamo vivendo – un po’ alla volta cominceremo a percepirlo veramente e la gratitudine diventerà il nostro modo di essere più naturale e ovvio. E le benedizioni (percepite come tali questa volta) ci sommergeranno.

di Josaya

Tratto dalla rivista gratuita del Giardino dei LibriL’Arte di Essere

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