Giuditta Dembech: L’Alfabeto di Luce

ottobre 1, 2009 on 11:42 am | In Angeli e Noi, Comunicare con gli Angeli, Estratti Libri, Giuditta Dembech

Tutte le nostre emozioni, i nostri pensieri, anche i più segreti, formano attorno a noi arabeschi luminosi, un vero e proprio “alfabeto” che gli angeli sono in grado di decifrare. Saranno proprio questi simboli colorati ad attrarre verso di noi quegli Esseri di Luce che si trovano sulla nostra stessa lunghezza d’onda.

Questo accade in ogni istante della nostra vita quotidiana, anche durante il sonno. Addirittura i nostri sogni sono ben visibili nell’aura che ci circonda. Attraverso questa immutabile legge, un animo gioioso attirerà Esseri gioiosi, un animo astioso attirerà vibrazioni di astio, un depresso si circonderà di depressione e così via.

Su tutti i piani, da quelli più sottili a quelli della quotidianità, noi e soltanto noi siamo i costruttori della nostra vita. La serena fiducia negli angeli, l’apertura mentale e spirituale nei loro confronti, “segna” in un modo particolarissimo la nostra aura. È come se venisse apposto un sigillo luminoso che i Deva di tutte le specie percepiscono.

Questo “sigillo celeste”, è il contrassegno attraverso cui certe persone vengono riconosciute, localizzate ed usate come canali per far scendere sui piani della Terra energie, intuizioni, consigli, possibilità.

Questo splendido sigillo, è però molto fragile, una vibrazione di orgoglio, vanità, interesse personale, egoismo, lo manderanno in frantumi. Questo è uno dei motivi per cui gli umani non sono quasi mai consapevoli di essere degli “aiutatori visibili” dei fratelli celesti, per proteggerli dalle eventuali impennate di orgoglio. Perché l’animo umano è instabile e imprevedibile, soggetto a tutte le passioni.

C’è ancora un punto piuttosto importante da esaminare. Non tutte le gerarchie di angeli percepiscono la presenza umana, ma soltanto quelle più vicine alla sfera terrestre. I Grandi Arcangeli con compiti extra-planetari, non hanno nessun tipo di contatto con la specie umana. Di essa di occupano, quando ciò si rendesse necessario, i loro “subalterni”.

L’arcangelo responsabile del pianeta terra può ancora percepire la presenza di forti individualità umane, si tratta di individui molto evoluti, particolarmente seguiti dall’alto.

Al di sopra dell’Arcangelo Planetario, l’uomo non ha più alcun ascendente. È come se un generale di un corpo d’armata ascoltasse le lamentele di un fante. Tutto avviene (salvo casi eccezionali) per scala gerarchica.

Questo non significa che l’uomo è abbandonato a se stesso, tutt’altro! Miliardi di esseri si occupano di lui, portano le sue preghiere e richieste fino alla divinità, intervenendo dove necessario, ma ciascuno ha il suo compito e non interferisce con il compito dell’altro.

Tratto dal libro di Giuditta Dembech “Angeli fra Noi

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